Ravanusa, Frecce contro l’illegalità

RAVANUSA – La scuola diventa esercizio di cittadinanza attiva. “Vogliamo essere frecce contro l’illegalità che vanno contro qualsiasi comportamento illegale”, cosi gridano gli alunni delle classi quinte della scuola primaria “Don Bosco” dell’istituto comprensivo “Manzoni” di Ravanusa, diretto dal preside Francesco Provenzano. Gli alunni guidati dalle insegnanti Maria Bordonaro, Luisa Calà  e Anna Maria Nobile e sostenuti dal dirigente, Francesco Provenzano, dopo essersi documentati con la lettura di libri, la visione di film e video e aver fatto conoscenza di familiari vittime della mafia, hanno affrontato un problema che pervade e invade la nostra tanto amata terra: la mafia. “Hanno preso coscienza, attraverso la riscoperta dei Principi Fondamentali della Costituzione – spiegano in una nota le insegnanti che hanno curato il progetto – del divario esistente tra i comportamenti legali e la prassi quotidiana e hanno voluto condividere, nel corso di un evento che si terrà domani 10 maggio nei locali della Biblioteca Comunale di Ravanusa, alla presenza delle Autorità e dell’Arciprete Livatino, cugino del giudice Rosario Livatino, e dei loro genitori, la convinzione che se tutte le riflessioni fatte divenissero “leggi morali” per la nostra comunità, il nostro Paese sarebbe un luogo caratterizzato solamente dalla legge giusta e imparziale, un Paese sognato da uomini come Falcone, Borsellino e Livatino, che hanno sacrificato la loro vita per denunciare la prepotenza della criminalità organizzata e la commistione talvolta perversa tra Stato e mafia”. Le insegnanti, Anna Maria Nobile, Maria Bordonaro, Luigia Calà soddisfatte del lavoro svolto e della partecipazione, si augurano che gli alunni possano ispirare le loro azioni a eroi e a principi che lontano dai riflettori e dall’esibizionismo siano vicine all’indipendenza delle scelte e coerenti all’onestà di pensiero.

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