Si amplia la piattaforma di Ecoface

CAMPOBELLO DI LICATA. Maggiore scientificità, più dati sensibili da elaborare, più garanzia di efficienza nei processi del riciclo. Queste le principali ragioni che hanno spinto Ecoface, giovane azienda che opera nel campo della valorizzazione dei rifiuti secchi, ad implementare la piattaforma della zona industriale di Campobello/Ravanusa con un programma di sviluppo tecnologico basato sul controllo e sulla ricerca. Il punto di partenza è costituito dalla essenziale presa di coscienza che per ottenere risultati migliori, sia in termini di pulizia dei materiali, sia nei programmi di raccolta che coinvolgono la popolazione, bisogna essere in grado di “interrogare” costantemente la composizione dei carichi provenienti dai comuni.

La nuova struttura interna – spiega Valerio La Rocca, venticinquenne direttore operativo di Ecoface – arricchirà il Centro Comprensoriale e ci consentirà di garantire un servizio migliore e di assoluta eccellenza, di cui beneficeranno sia la filiera Conai che le comunità dalle quali provengono i materiali da riciclare. Avremo la possibilità di servirci di prove scientifiche sulla qualità dei rifiuti, dal momento del loro ingresso in piattaforma, fino alla loro conclusiva uscita, che avviene a seguito di una minuziosa selezione e pulizia. Tutto ciò si tradurrà in una esatta individuazione delle frazioni estranee, che ci metterà nelle condizioni di approfondire meglio le criticità e svelare i punti deboli delle performace di ciascun Comune, prospettando dunque una continua possibilità di correzione e miglioramento delle strategie adottate”.

Uno strumento prezioso, dunque, che sarà utilizzato con la consueta logica della trasparenza e del carattere “social”, che contraddistingue Ecoface.

Le strumentazioni che verranno installate – sottolinea Davide Capobianco, responsabile tecnico di Ecoface – sono necessarie per effettuare una indagine analitica delle caratteristiche fisiche dei materiali. Con l’ausilio di strumenti elettronici per il rilevamento del peso, dell’umidità e della granulometria, potremo determinare l’esatta composizione merceologica dei rifiuti e le percentuali delle frazioni non conformi. L’operazione condotta, di volta in volta, sarà certificata da un verbale in presenza dei rappresentanti dei vari comuni. Con le università avvieremo invece diverse collaborazioni, per offrire agli studenti l’opportunità di una esperienza sul campo, di effettuare ricerche e realizzare tesi di laurea sulla materia. I progetti saranno anche condotti in equipe e coinvolgeranno studenti stranieri”.

Il centro sarà anche teatro di nuovi progetti destinati alle scuole primarie e secondarie del territorio, andando così a completare la già operativa sala multimediale, dalle cui vetrate è possibile apprezzare ogni passaggio della lavorazione dell’impianto.

Tale implementazione tecnologica, nello spirito della Ecoface, andrà a perfezionare l’insieme dei servizi mirati a far raggiungere alle comunità servite gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla legge, senza gravare di un solo centesimo sulle famiglie, e stimolando incessantemente lo sviluppo di una rivoluzionaria “Ecologia integrale” sul territorio.

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