Sull’ orlo del baratro

Canicattì, ore 17.56 Quando il Presidente Napolitano affidò la guida del Paese al Prof. Monti, al fine di farlo uscire fuori dalle secche di una crisi gravissima  le cui dimensioni non erano addirittura quantificabili,ebbe a dire in tale occasione  che  l’Italia si trovava vicino ad un vero e proprio baratro da cui bisognava discostarsene in tutta urgenza. Oggi, alla luce delle notizie di stampa diffuse su tutti i giornali, sulle Tv, pubbliche e private,su Internet o su qualsiasi altro  organo di informazione,ci si accorge che sul baratro ci stiamo proprio sopra se non addirittura dentro… E dire che il Governo di tecnici,che ha preso il posto della nostra classe politica, il cui indiscusso merito è quello di aver fatto precipitare negli anni il Paese in questo inferno perché solo così può definirsi l’attuale congiuntura economico­-finanziaria, mettendosi subito all’ opera,ha adottato una serie di misure che ,ahimé, spiace dirlo, si sono sinora dimostrate insufficienti o quanto meno  irrilevanti; prova ne è che il tanto paventato spread, leggermente sceso nella fase iniziale, ha ripreso la sua inesorabile ascesa verso l’alto raggiungendo livelli da far “tremare le vene e i polsi”, come direbbe il  poeta Dante. Ciò, ovviamente, è dipeso dal fatto che,a prescindere dall’indiscusso prestigio internazionale del Prof. Monti, i mercati finanziari,nonostante le misure sinora adottate, che per la verità si sono riversate sulle spalle delle classi più deboli del Paese, ritengono che le stesse non siano capaci di offrire quella stabilità politica e quella liquidità economica necessarie per far ripartire la locomotiva imprenditoriale al fine di rilanciare l’occupazione, gli investimenti e quant’altro tanto indispensabili perché il Paese possa uscire da una crisi così grave  da essere  considerata pari se non addirittura peggiore di quella del dopoguerra. E’ indispensabile,quindi,che vengano prese misure drastiche ma efficaci che si appalesino sufficientemente idonee per la realizzazione della seconda fase del progetto, promesso dal Governo all’atto  del suo insediamento, quella, cioè, relativa alla crescita senza della quale sarà impossibile uscire dal tunnel in cui tanti anni di mal governo , di sprechi ,di ruberie, di evasioni e quant’altro hanno immesso il nostro paese con l’aggravante che sino a poco tempo fa, e cioè sino alla scesa in campo dei tecnici, la nostra casta ha spudoratamente fatto credere a tutti che la situazione italiana era estremamente sicura e che non era nemmeno ipotizzabile che quanto accaduto in Grecia si potesse verificare nel nostro paese. I fatti recenti, purtroppo, dimostrano indiscutibilmente il contrario e che, se non si ricorre subito ai ripari, il Paese,già, come noto, declassato dalle agenzie di rating, corre il serio rischio di fare la fine degli altri Stati dell’U.E. (Grecia,Spagna,Portogallo,Irlanda etc) con il pericolo di un forte aumento della tensione sociale considerato che sinora  a farne le spese è stato il solo ceto medio che, poi, in buona sostanza rappresenta quella parte sana del sistema ”Paese” senza della quale è irrealizzabile qualunque sogno di ripresa economica. Ovviamente tocca ai nostri governanti ricercare le soluzioni e gli interventi necessari per far decollare tale crescita che,a mio modesto avviso, passa innanzi tutto attraverso un ricambio della attuale classe politica,che ha dimostrato sinora la sola capacità di rubare i soldi dei cittadini onesti,di favorire i soli evasori furbastri, di implementare i propri privilegi e quant’altro. Occorrono, altresì, concreti cambi di rotta sul piano comportamentale dei nostri rappresentanti politici,dai più bassi ai più alti livelli,i i quali si debbono addossare una buona fetta dell’attuale deficit che,oltre a contribuire alla diminuzione del debito, servirebbe a far capire ai mercati che esiste una reale volontà di “governare” la crisi mediante il coinvolgimento della intera comunità nazionale, nessuno escluso, che si deve far carico,ovviamente  in relazione al reddito posseduto da ciascun cittadino, dei sacrifici indispensabili per assicurare un avvenire ai giovani e consentire un rasserenamento  degli animi attualmente fortemente turbati da quello spread di cui sino a qualche mese fa si sconosceva persino l’esistenza etimologica. Bisogna, quindi, procedere da subito al dimezzamento della casta e delle sue indennità,alla eliminazione dei privilegi della stessa, all’abolizione di tutti gli Enti inutili,alla dismissione dei numerosi  fabbricati non utilizzati, all’abolizione delle Province demandandone i compiti ai Comuni,alla fissazione di un tetto massimo degli emolumenti corrisposti ai managers, pubblici o privati, alla introduzione di una patrimoniale per i redditi alti, all’ adozione insomma di provvedimenti finalizzati alla eliminazione degli sprechi e quant’ altro affinchè si possa sperare in una ripresa quanto più celere possibile per il bene di tutti non sottacendosi  che ove simili o altre misure ritenute valide non saranno al più presto adottate si corre il rischio che la situazione possa degenerare con grave ripercussione anche sulla stessa tenuta del sistema democratico ( il che sarebbe davvero deprecabile e dannoso per tutti).

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