Tre Sorgenti parte civile contro Mattina, Petrotto, il sindaco di Licata Graci e altri 13 imputati del blitz Sorgente

Canicattì, ore 7:52 Parte civile contro tutti gli imputati del processo Sorgente. E’ la decisione presa all’unanimità dei consiglieri di amministrazione del Tre Sorgenti, consorzio acquedottistico con sede a Canicattì ma patrimonio di 7 Comuni dell’hinterland. Il Cda, presieduto dall’avvocato Calogero Meli, dopo un’ampia discussione interna ha deciso di affidare all’avvocato Rosario Didato di Canicattì, l’incarico di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario a carico dei 16 indagati dell’inchiesta antidroga “Sorgente”. Tra questi anche l’ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto e l’attuale sindaco di Licata, Angelo Graci che rispondono di altro tipo di reati, il primo di concussione il secondo di istigazione alla corruzione. Il 9 settembre gli indagati dovranno presentarsi davanti al Gip del Tribunale, Giuseppe Lupo, per la decisione in merito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Santo Fornasier che ha coordinato le indagini che hanno portato all’esecuzione, in prima battuta di 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Ai domiciliari era finito l’ex presidente del Tre Sorgenti, Calogero Mattina. Il consorzio, quindi si costituirà parte civile anche nei suoi confronti e contro l’ex sindaco di Racalmuto, Petrotto ed Angelo Graci, attuale sindaco di Licata. Graci è accusato del reato di istigazione alla corruzione perché “Nella sua qualità di sindaco di Licata, Comune facente parte del “Consorzio Tre Sorgenti” dunque nella veste di pubblico ufficiale – si legge nell’ordinanza dei giudice – offrendosi di dirimere la questione della consegna degli impianti del Servizio idrico integrato all’Ato di Agrigento che in quel periodo erano ancora in possesso del Consorzio, chiedeva al legale rappresentante di Girgenti acque, Giuseppe Giuffrida, in contropartita, di far assumere presso la società idrica i suoi due figli”. Essendoci il rischio prescrizione per scadenza dei termini delle indagini, il tribunale ha fissato la data del processo con anticipo rispetto alla riapertura degli uffici per le vacanze estive. La notte del 6 ottobre 2010 scattò il blitz tra Canicattì, Racalmuto, Agrigento e Caltanissetta. In manette finirono molti giovani che spacciavano cocaina anche negli uffici del Consorzio.

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