Vincoli edilizi scaduti: Il Tar commissaria il Comune di Licata

Licata, ore 14:00 Commissariato dal Tar il Comune di Licata. I vincoli preordinati all’espropriazione derivanti dal piano regolatore sono scaduti ed il comune è obbligato a ridefinire la destinazione urbanistica dei terreni già vincolati. Il sig. A.C. di 43 anni di Licata  è proprietario di un appezzamento di  terreno nel territorio del comune di  Licata ; su tale area era stato imposto un vincolo preordinato all’espropriazione per effetto del piano regolatore generale approvato con decreto assessoriale del 27/6/2000, segnatamente il fondo in questione  ricadeva  in parte nella perimetrazione del programma costruttivo denominato Piano Cannelle con destinazione a parcheggio. Ma l’Amministrazione Comunale non ha provveduto a definire alcuna procedura espropriativa nell’arco di un quinquennio dalla data di approvazione del piano regolatore generale e pertanto i vincoli espropriativi sono decaduti. Ed allora il cittadino di Licata ha avanzato un’istanza all’Amministrazione Comunale chiedendo di dotare il fondo di sua proprietà di una nuova destinazione urbanistica, avendo peraltro presentato un progetto relativo ad un intervento edilizio. L’Amministrazione si limitava a rispondere di avere già avviato
il procedimento di revisione del piano regolatore generale ma il cittadino licatese, non soddisfatto, si rivolgeva al Tar, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, chiedendo la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta avanzata con conseguente obbligo per l’Amministrazione resistente di provvedere alla pianificazione urbanistica delle aree di sua proprietà e previsione della nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza. Si è costituito in giudizio il Comune di Licata, in persona del legale rappresentante pro tempore, chiedendo il rigetto del ricorso. Il Tar Sicilia Palermo, sezione Terza, Presidente Nicolò Monteleone, Relatore la dr.ssa Anna Pignataro, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Cucchiara secondo cui dopo un quinquennio dalla approvazione dello strumento urbanistico i vincoli espropriativi riconducibili al piano regolatore generale decadono e pertanto il Comune è obbligato ad adottare una variante specifica, ha accolto il ricorso ed ha sancito l’obbligo per il Comune di Licata di definire la situazione urbanistica del terreno del cittadino licatese entro novanta giorni, nominando commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza il segretario generale e condannando il comune di Licata anche al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 750 euro, oltre Iva e cassa di previdenza forense. Pertanto dopo  quasi dodici anni dalla data di approvazione del piano regolatore generale del Comune di Licata il cittadino licatese entro novanta giorni saprà se potrà edificare sul terreno di sua proprietà o se l’amministrazione intenderà reiterare i vincoli preordinati all’espropriazione, indicando però i mezzi finanziari per far fronte agli oneri relativi, di non facile reperimento in questo momento di grande difficoltà finanziaria.

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