Voce ai candidati: Adolfo Bartoccelli

Da cosa deriva la sua decisione di candidarsi a sindaco della città di Canicattì?

Innanzitutto l’amore per questo paese che ho dimostrato di avere da sempre. Posso affermare a gran voce che ho avuto da sempre la passione per la politica. Questo amore si traduce in servizio per il paese; io mi definisco un movimentista, in quanto i partiti spesso imprigionano in alcune logiche che poi diventano delle logiche personali, per soddisfacimenti politici personali, o per delle logiche affaristiche. La mia storia dimostra che tutto questo nei miei confronti non c’è. Io riprendo dopo 10 anni di assenza dalla politica attiva, io ho avuto le mie esperienze di cittadino che si impegna: già nel ’94 fui consigliere comunale, poi nel ’98 e nel 2000. Nel 2001, per mie vicnede personali, ho lasciato perdere. La politica ce l’ho nel sangue, già mio padre era stato sindaco di questo paese negli anni ’70.

In cosa ha peccato, secondo lei, l’amministrazione precedente?

L’amministrazione precedente è stata disastrosa sotto tutti i punti di vista, basta osservare la città per vedere quello che ha prodotto. Possiamo vedere quale era il programma del sindaco Corbo cinque anni fa e confrontarlo con quello che ha effettivamente fatto. Una tematica che mi sta particolarmente a cuore, essendo un medico, è quella della sanità. Il sindaco è l’espressione massima degli indirizzi nella sanità, può dare delle direttive, andarsi a sedere nei tavoli che contano a livello regionale e dare degli indirizzi. Il nostro sindaco ha fatto poco o nulla per quanto riguarda il recupero del nostro ospedale. Quando si parlò di riassetto degli ospedali, il nosocomio canicattinese ha rischiato la chiusura. Il sindaco Corbo non si è attivato per ripristinare un pronto soccorso efficiente, per ripristinare un reparto lunga degenza che è stato chiuso, per far aprire un reparto di ortopedia. Per non parlare anche di opere pubbliche che non sono state attivate nel suo programma. Ciò che lui ha realizzato è frutto di amministrazioni precedenti. C’è stata poca proposizione da parte sua. Parlando di politica oserei dire che Corbo è l’antipolitica: lui fu eletto 5 anni con una lista civica, cammin facendo fece un percorso politico ma, all’interno di quel percorso politico, non ha avuto sicuramente l’appoggio nè del consiglio comunale, nè della giunta, tant’è che oggi lui ha perso tantissimi pezzi e si ritrova, candidata nel fronte opposto, un suo assessore, un grande pilastro della sua amministrazione, se lo ritrova contro. Per non parlare di altri suoi assessori che si stanno presentando contro Corbo. Lì è tutto vedere, può anche darsi che questi saranno quei famosi inciuci di cui si parla.

Quali sono i punti salienti del suo programma?

Sono diversi i punti salienti che noi vogliamo affrontare e ci sono delle cose fattibili, bisogna ottimizzare le risorse, andando a ristrutturare la macchina comunale, bisogna creare uno stacco in primo luogo da quelle che sono le risore umane che esistono all’interno del comune, e dall’altro lato con le risorse politiche. Bisogna ascoltare i giovani, le associazioni. Questo settore può essere di aiuto per chi amministra, e poi utilizzare degli uffici di collegamento con la Regione, con l’Europa per far sì che possiamo ottenere tutto ciò che viene fuori in materia di legislazione europea, regionale.

Bisogna individuare nuovi luoghi per il mercatino del mercoledì, individuare una nuova area parcheggi. Il sindaco ha fatto poco o nulla, questo sindaco si è caratterizzato per le striscie blu, assegnate in maniera vessatoria per i cittadini.

Per la sanità: dobbiamo riuscire a rilanciare il nostro ospedale, ovviamente la pertinenza non è del comune, ma un sindaco che si fa valere nei tavoli regionali può indirizzare. Si può incrementare il reparto di ostetricia e ginecologia, si può creare un polo di piccole eccellenze. Per quanto riguarda l’assistenza agli anziani disabili, si deve creare una fusione, una task force tra quelli che sono i servizi che eroga l’azienda sanitaria locale e quelli che può erogare il comune, tramite delle leggi regionali che esistono e che spesso vengono applicate male.

Per quanto riguarda le scuole ci sarebbe da risolvere il problema della scuola del professionale, bisogna attivarsi per risolvere questo problema; ed anche quello del liceo scientifico che non ha un edificio valido come struttura scolastica.

Ci sono delle strutture nate per determinati servizi e che oggi sono state deviate: la caserma dei vigili del fuoco assieme al centro operativo dei vigili urbani. Nel lontano 1998 in c/da Carlino, dove ci sono i vigili urbani, nacque un centro che doveva essere un ricovero per anziani autosufficienti.

Un altro esempio riguarda gli uffici comunali: si deve riuscire a creare un unico punto dove i servizi erogati si facciamo in un unico posto. Si parlò della vecchia scuola media Verga, se ne potrebbe riparlare.

Rimodernizzare le strutture sportive che risalgono ad amministrazioni precedenti.

c/da Bastianella dovrebbe essere un centro sociale polivalente di associazioni per i giovani, per gli anziani. In questo momento non è altro che un magazzino.

Il teatro sociale è piccolino, non può diventare un grande teatro, ma potrebbe diventre un piccolo teatro dedicato al cabaret, o di nicchia particolare, dare spazio alle associazioni in maniera reale, vera. Quel teatro potrebbe essere ogni giorno foriero di novità per la nostra città.

Centro storico: ci sono palazzi, chiese che hanno una validità, ma c’è un marginalità del centro storico che unisce la parte alta con  la valle dove c’è una gran quantità di casupole pericolanti. Si potrebbe mettere delle strutture andando a risparmiare anche nelle infrastrutture primarie.

Agricoltura: il Comune può intervenire negli indirizzi, sfruttando i canali europei principlemnte. Si può investire in pubblicità per dare più visibilità ai nostri prodotti nei luoghi più frequentati, per es. aeroporti, centri commerciali e pubblicizzare i nostri marchi, per es. mettere all’aeroporto di Malpensa un bel grappolo dell’Uva Italia, in prossimità della festa dell’Uva Italia. Ciò servirebbe a dare uno stimolo sia al turismo che all’agricoltura.

Canicattì dev’essere forgiata su un’immagine, Canicattì deve ritornare di nuovo la Canicattì di 30 anni fa.

Perchè i cittadini canicattinesi dovrebbero sceglierla come sindaco?

Vorrei lancira un appello al gruppo elettorale e a tutti i cittadini: Canicattì non può farsi sfuggire l’occasione che stiamo dando  (la mia lista Impegno Civico, e le altre tre, Autonomia Sud, Forza Canicattì, Canicattì forte e libera).

Dietro queste 4 liste ci sono delle persone, non sono delle liste nate sul momento, che cercano delle persone per torvare qualcuno che riempia la lista. La nostra lista è fatta da persone che hanno valutato da un pò di tempo il degrado, il torpore in cui è caduta Canicattì da alcuni anni. E’ da più di un anno che esiste Impegno Civico, senza nulla volere, ma solo per dare. Nel 1993 abbiamo fondato “Canicattì ti amo!” e questo dice tutto. Un pò anche per lucida follia, perchè io ho il mio lavoro, me ne sto abbastanza bene, la politica potrebbe farmi perdere dei soldi, non guadagnarne, ma siccome ho un grandissimo amore per questo paese voglio mettermi a disposizione di questa città.

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