Voce ai candidati: Giuseppe Cammalleri

Giuseppe Cammalleri è uno dei sei candidati a sindaco alle prossime consultazioni elettorali. Da cosa deriva la sua scelta?

La voglia di volersi spendere per la città e di operare in maniera diversa rispetto a come si è operato fino ad oggi. Io sono un consigliere uscente ed ho cercato di garantire sempre la mia presenza e non soltanto fisica, ma mi sono sempre attivato anche attraverso una serie di interrogazioni, interventi abbastanza documentati. Le mie interrogazioni sono sempre state mirate a risolvere un problema.

Noi vogliamo dare un contributo forte alla città di Canicattì senza curare alcun interesse personale, le altre coalizioni si sono messe assieme perchè qualche parlamentare esterno che viene a Canicattì a dettare le regole su come si governa ha voluto piazzare la propria bandierina sul nostro paese, ma a noi le bandierine non interessano.

Come mai la Fiamma Tricolore non si è unita ad altre liste civiche?

Sin dall’inizio ci siamo resi conto che c’erano delle difficoltà pratiche; è necessario creare delle forze sane, cioè che non abbiano nulla a che fare con i vecchi sistemi clientelari. Abbiamo stilato un programma con delle scadenze brevi a medio e lungo termine, ma per fare ciò ci vuole il denaro. Per questo è necessario recuperare i crediti e ridurre i costi (personale, energia, costi telefonici). Questo consentirebbe di recuperare dei crediti. Bisogna attivare una macchina burocratica. Noi abbiamo un grosso vantaggio che gli altri non hanno: non dobbiamo rispondere a nessun manuale, siamo liberissimi di scegliere all’interno e all’esterno. Sceglieremo sempre uomini capaci, gente seria. Gli altri che hanno fatto grosse alleanze, già a priori, hanno nominato un assessore per ogni partito componente la coalizione. Questo significa aver trovato un accordo in base alla logica do ut des. Questo noi non l’abbiamo fatto, ma non perchè siamo migliori, ma perchè siamo diversi.

Il criterio del do ut des è un pò implicito in tutte le candidature. Quando Giuseppe Cammalleri si propone come sindaco, che cosa dà, cosa garantisce ai cittadini?

Un programma. Dò un impegno, non mio, ma di tutta la collettività. I sindaci di Canicattì sono stati eletti tutti in maniera diversa rispetto alla grande coalizione. Il voto del sindaco è un voto staccato. La legge impone l’elezione diretta del sindaco: il capo dell’amministrazione dev’essere svincolato dai partiti, ma vincolato alla gente.

Ci sono sei candidati a sindaco, tra cui una donna. Molto probabilmente si andrà al secondo turno. Lei cosa ne pensa?

Il ballottaggio è una quasi certezza, ma non perchè ci siano sei candidati, ma perchè ci sono sei candidati che si equivalgono dal punto di vista della qualità. Poi è chiaro che ognuno di noi ha delle prospettive diverse. Noi ci siamo messi in ballo per realizzare un programma, sia come amministrazione che come consiglio. Ma che sia un consiglio fatto da gente capace. C’è almeno il 50% di liste che è fatto da riempitivi che portano dei voti a qualche “furbastro” che vuole ottenere un posticino.

Qual è il ponte che collega l’amministrazione di Cammalleri padre a quella di Cammalleri figlio?

Al tempo c’era un aggravante: quell’amministrazione non aveva dirigenti, non aveva dipendenti qualificati. Ma gratuitamente, o a tariffa ridotta, siamo riusciti a portare avanti diversi obiettivi. Si riuscì ad ottenere che l’acqua arrivasse in maniera regolare. Questo grazie al modus operandi: meritocrazia, rispetto della gente, spirito di servizio. E questo in un certo senso l’ho ereditato da mio padre.

Cosa lascerà in eredità l’amministrazione Corbo?

Intanto la mancanza di liquidità, sono stati presi i soldi destinati agli investimenti ed utilizzati per pagare le spese correnti, spese anche inutili. Questo perchè l’amministrazione non ha avuto una vera e propria programmazione, andava alla giornata, affidandosi spesso a qualche dirigente. Il dirigente può essere l’esecutore, chi mette in atto concretamente delle disposizioni che devono venire, però, dall’amministrazione. Le lacune riguardano sia gli aspetti di ordinaria amministrazione che gli investimenti.

Perchè i Canicattinesi dovrebbero votare Giuseppe Cammalleri?

Io voglio essere “per Canicattì”, con i Canicattinesi, assieme, tutti sullo stesso livello, perchè Canicattì possa ritornare agli antichi splendori. Noi canicattinesi ci dovremmo vergognare perchè abbiamo fatto solamente dei passi indietro. Io voglio restituire a Canicattì l’antica gloria e l’antico splendore.

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